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"AL POETA NON INTERESSANO GLI ELMI DEI SOLDATI,
MA L'ERBA CHE VI POTREBBE CRESCERE"
"Ho scoperto che la terra è fragile, e il mare, leggero: ho imparato che lingua e metafora non bastano più a dare un luogo al luogo. La parte geografica della Storia è più forte della parte storica della geografia. Non avendo potuto trovare il mio posto sulla terra, ho tentato di trovarlo nella Storia. E la Storia non può ridursi a un risarcimento per la geografia perduta. E' anche un punto di osservazione delle ombre, di sé e dell'Altro, colte entro un'evoluzione umana più complessa".
In questi incontri, Mahmud Darwish traccia il proprio itinerario poetico che l'ha reso celebre nel mondo e al contempo ci consegna una testimonianza di grande attualità sulle molteplici sfaccettature dell'identità palestinese.
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Mahmud Darwish |
Mahmud Darwish è nato a Birwa, un villaggio della Galilea, in Palestina, nel 1942. Considerato tra i più grandi poeti arabi contemporanei, ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti internazionali, come il Lannan Foundation Prize for Cultural Freedom (2002, USA), il Prince Claus Prize (2004, Paesi Bassi) e il Golden Wreath Award, Struga Poetry Evenings (2007, Macedonia). È scomparso nel 2008. Fra i suoi libri, tradotti in una trentina di lingue, Epoché ha pubblicato Murale (2005), Oltre l’ultimo cielo. La Palestina come metafora (2007) e Il letto della straniera (2009).
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